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Il gioco delle tre carte Come
si vede, l’espressione “nonché
i ricercatori a tempo determinato”
è stata soppressa. La nota (1) fa riferimento ad altro D.R.,
di cui a tutt’oggi non è noto il testo, che evidentemente ha
introdotto una modifica nella composizione del corpo elettorale
escludendo i ricercatori a tempo determinato dall’esercizio
dell’elettorato attivo per l’elezione del Consiglio
d’Amministrazione del 25 ottobre 2007. La stessa modifica riguarda
anche l’elettorato del Comitato per le Pari Opportunità. Si
veda il Decreto n. 204, prot. 12334, firmato dal decano prof. Paolo
Grossi, pubblicato sul Bollettino Ufficiale dell’Università di
Firenze, a. V, Supplemento al n. 3 (marzo 2006), avente per oggetto Elezione del Rettore dell’Università degli Studi di Firenze per il
triennio 2006-2009. L’articolo 3 recita testualmente: a)
i
professori di ruolo e fuori ruolo in servizio presso l’Università
degli Studi di Firenze; b)
i
ricercatori in servizio presso l’Università degli Studi di Firenze; c)
il
personale tecnico-amministrativo, gli esperti linguistici, i dirigenti
e i ricercatori
a tempo determinato, in servizio presso l’Università degli
Studi di Firenze, i cui voti saranno computati nella misura del 10% di
quelli espressi per ciascun candidato, arrotondati per eccesso; d)
i
rappresentanti degli studenti nel Consiglio di amministrazione, nel
Senato Accademico e nei Consigli di Facoltà. La
questione dell’inclusione dei ricercatori a tempo determinato nel
corpo elettorale non può esser considerata discrezionale. Sul sito www.ateneofuturo.it
il problema è stato affrontato più volte, e lì si è sempre
sostenuta la tesi dell’illegittimità di tale voto (vedi i link: 1.
I ricercatori a tempo
determinato e gli esperti linguistici devono votare o no per le
cariche accademiche di Rettore e di Preside?; 2.
Statuto ed elezioni rettorali; 3.
Voto e tempo determinato), per il semplice motivo che la categoria
dei ricercatori a tempo determinato non è contemplata dal vigente
statuto. È del tutto evidente (anche ai profani in materia di
diritto) che per ammettere al voto i ricercatori a tempo determinato
equiparandoli al personale tecnico-amministrativo sarebbe stata
necessaria una modifica ad hoc
dello statuto. A
quanto pare, la nostra tesi è ora condivisa dagli organi direttivi
dell’università, anche se, per eliminare l’illegittimità
patente, si è scelta una soluzione pasticciata, in perfetta sintonia
col pressappochismo, il dilettantismo e l’inclinazione al
compromesso di bassa lega che caratterizza la gestione del nostro
sgangherato ateneo. Resta
un dubbio atroce. Alla data del dicembre 2005, secondo il documento I
Ricercatori a Tempo Determinato dell’Università di Firenze:
problemi e prospettive, a cura del Coordinamento Informale di
Ateneo dei Ricercatori a Tempo Determinato, la categoria in questione
era composta da 102 unità, corrispondenti a 10,2 voti, che salgono a
11 con l’arrotondamento per eccesso stabilito dal decreto sopra
citato. Ricordando
che la seconda votazione del
21 giugno 2006 vide l’attuale Rettore prevalere per un misero 0,2,
non possiamo fare a meno di sottolineare, oltre alla discutibile
procedura con cui si è ritenuto di sanare una situazione di manifesta
illegittimità, le pesanti ombre che gravano, a nostro avviso, sulla
regolarità dell’elezione di Marinelli. Firenze,
26 ottobre 2007
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