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IL
SALOTTO BUONO La
vergognosa situazione dell’area di piazza Brunelleschi non è certo
una novità, come ben sanno i frequentatori di ateneopulito. Ma il
problema si è via via aggravato fino a raggiungere livelli
scandalosi, benché la stampa di ogni colore abbia più volte
denunciato quest’obbrobrio che trova riscontro, forse, solo nelle più
miserabili favelas sudamericane o in certe infernali bidonvilles
africane. Con la differenza che in simili posti non ci sono
insediamenti universitari, mentre la prestigiosa (in tempi ormai
remoti) facoltà di Lettere è proprio nel bel mezzo dello sconcio. Davvero
uno straordinario biglietto da visita per Firenze e per il suo ateneo,
non c’è che dire. Una testimone oculare, la giornalista Elettra
Gullè, ci dà un’efficace descrizione del nostro salotto buono
(vedi “ Letti in piazza Brunelleschi Un cancello come stendipanni La
facoltà di Lettere e i progetti «anti
squatter» Alla fine doveva accadere. Il cancello di Lettere che dà su piazza
Brunelleschi - chiuso da un anno per cercare di preservare la facoltà
dai senza fissa dimora che
stazionano nello spazio antistante l’ingresso principale -
è diventato uno stendipanni.
È questa una delle
ultime ‘trovate’ dei punkabbestia e squatter vari che da tanto tempo ormai hanno eretto a loro ‘residenza’ quello spicchio
di piazza Brunelleschi da
cui si accedeva alla facoltà. Ieri l’altro mattina
- come testimoniano le nostre fotografie - ancora alle 11.45
un giovane dormiva nel suo giaciglio di fortuna creato proprio a
ridosso del cancello. Che, dicevamo, per comodità è stato usato
come stendibiancheria. Ecco dunque che a pochi metri da un luogo di
studio troviamo calzini e
magliette appese. Il giovane riposa sotto un telo di
plastica. Accanto a lui, un cartone,
forse utile per ripararsi in caso di pioggia. Un gatto,
invece, mangia alcuni avanzi
di cibo. E miagola, probabilmente nel vano tentativo di
svegliare il padrone. «Scene dell’altro mondo - scuote la testa
una ragazza -. Dirottare l’ingresso su via degli Alfani ha solo
voluto dire voltare le spalle al degrado, non certo sconfiggerlo».
Sul sedile in pietra che costeggia
il ‘dente’ della piazza, poi, c’è un po’ di tutto: una
tanica piena d’acqua, valigie, borse,
indumenti, cibo. E
tanta, tanta sporcizia. Poco
più in là, un gruppetto di squatter ha addirittura sistemato
un tavolinetto da campeggio. Sopra, diversi cartocci di vino.
«La situazione è peggiorata - nota un ragazzo che ha appena
parcheggiato il motorino -. Col fatto che di qui non passa più
nessuno il degrado è aumentato. Questi ragazzi
si bucano a tutte le ore. Tant’è che lo scorso marzo
un giovane è morto per overdose in pieno pomeriggio». Eppure, da
mesi si parla di spostare in avanti il cancello di Lettere
per contrastare il degrado. Ma dall’assessorato
alla Sicurezza sociale arrivano parole piuttosto incoraggianti:
«Siamo a buon punto. L’Università ha già presentato il progetto
alla Soprintendenza, che ha dato l’ok. Entro la fine del mese facciamo l’appalto per rifare la piazza. L’unica cosa da capire è se l’ateneo ha i soldi per
il cancello. Se non ci sono
problemi di questo tipo, entro la fine dell’anno sarà
tutto a posto». Appunto. Lì sta il busillis. Riuscirà
l’università col bilancio più scassato d’Italia a trovare i
fondi ad hoc? Sarà finalmente la volta buona, o sarà il solito libro
dei sogni? Speriamo bene. Nell’attesa, si accettano scommesse. |