|
RI-VERGOGNA Su “Repubblica” di oggi 29.6.2008, a firma
di Laura Montanari, è comparso un altro edificante articolo sulla
vergognosa condizione di Piazza Brunelleschi e della facoltà di
Lettere, che su quella piazza si affaccia. Come ricorderete, il
cancello d’accesso alla facoltà fu chiuso proprio in seguito alla
campagna di questo sito (ampiamente ripresa dalla stampa cittadina)
contro l’intollerabile spettacolo di sporcizia e di degrado. Secondo
i vertici dell’ateneo (www.ateneopulito.it
è l’implacabile memoria storica delle promesse non mantenute),
alla fine del 2007 tutto sarebbe stato a posto, cancello nuovo, piazza
e cortile: tutto tirato a lucido, libero da bivacchi e sudiciume. Ma
ormai ci si avvia alla fine del 2008 e la situazione è quella
descritta nell’articolo che qui riportiamo: Lettere ostaggio di se stessa
senza
il cancello torna il degrado Piazza Brunelleschi di nuovo in balìa
di sbandati e siringhe. I ritardi dell’Università
L’Ateneo non l’ha installato, il Comune invece ha finitoA ridosso del chiostro
prolifera di tutto: giacigli, escrementi e resti di metadone. La preside: “Il rettore ha mandato un ordine di servizio un mese fa”Piazza Brunelleschi è tornata com’era,
coi suoi ragazzi da zoo di Berlino, le facce imbambolate dalle
siringhe e il suo market che non chiude mai. Lo sbarramento è
fragile, una rete metallica sormontata da una arancione: la si aggira
agevolmente, non è una parete, serve appena a proteggere gli occhi
dal solito buio che c’è di là, verso il vecchio ingresso della
facoltà di Lettere. Piazza Brunelleschi è una tregua che è finita.
Il Comune ha terminato il primo lotto dei lavori per il rifacimento
della pavimentazione a ridosso dell’università. Via le protezioni,
via gli operai, tornano gli abitanti dei marciapiedi, consumatori,
spacciatori o una deriva di altre disperazioni: «Il rettore Augusto
Marinelli un mese e mezzo fa aveva mandato l´ordine di servizio per
annunciare che sarebbe stato installato il cancello a protezione di
quel ‘dente’ della piazza che porta a uno degli ingressi della
facoltà» spiega la preside di Lettere, Franca Pecchioli. C’è
l’accordo con Palazzo Vecchio, c’è il via libera dalla
soprintendenza. Ma il cancello non è stato ancora montato e quell’angolo
della piazza si è ripopolato in fretta. Lattine, bottiglie vuote, vetri rotti,
escrementi, cartoni usati come materassi e vestiti e stracci che
servono come coperte. C’è odore di piscio e di cose alimentari che
marciscono, fogli sparsi, e-mail, lettere private arrivate chissà
come su quel marciapiede a ridosso del chiostro di Lettere. A destra
una borsa sventrata, a sinistra boccette di metadone e siringhe. Molte
siringhe, le vedi anche galleggiare a decine sulle acque luride del
tombino. Col caldo il puzzo è insopportabile, si arrampica sulle
scale, sale alle aule dell’università, si attacca ai muri, alle
bacheche dietro il chiostro. Mattina di ieri, ore 10. Dai cartoni sul
fondo di piazza Brunelleschi si alza un uomo, barcollante ancora per
il sonno o per l’alcol o le sostanze, vede un fotografo e alza un
braccio: «Tu non mi riprendere mentre piscio eh?». Poi rivolto a due
marocchini che bivaccano sulla balza dell’edificio della facoltà li
accusa: «Avete ridotto questo posto a un cesso...». Sullo sfondo le
vecchie scritte sui muri, «il degrado è divertente», «la vostra
legge è un codice a barre» e tracce di altre ribellioni. «In effetti in quello spicchio della piazza
la situazione è davvero peggiorata nelle ultime settimane -
interviene ancora la preside di Lettere - ma spero sia una questione
di giorni, penso siano i tempi necessari all’ufficio tecnico
dell’università a provvedere. Il ‘dente’ che va dalla piazza al
vecchio cancello della facoltà viene ceduto dal Comune in comodato
all’ateneo che si è impegnato a montare un secondo cancello a
protezione. Lì gli studenti potranno parcheggiare i motorini e noi la
sera ci occuperemo di chiudere tutto». Due anni fa, quando la facoltà
rinunciò al suo ingresso «storico» da Brunelleschi per overdose di
degrado e aprì l´accesso da via Alfani, Franca Pecchioli disse: «Non
è una resa, torneremo a riprenderci la piazza». Un proposito che
resta sempre valido, col passare del tempo. *Aggiornamento 5 luglio 2008: finalmente il cancello è stato installato.
|