|
Ricordo
di Francesca Patanè Quirino Paris ci invia questo ricordo di Francesca Patanè: "Il giornale
Ateneo Palermitano non turberà più il sonno di coloro che gestiscono
la malauniversità, la malasanità, il malgoverno, e la mafia
accademica. Il suo direttore responsabile, Francesca Patanè, è
spirato il 16 settembre 2009 in seguito a metastasi da cancro. Il 26
agosto u.s. – da sola, come sempre – aveva messo online l’ultimo
numero del suo amatissimo e sempre devastante http://www.ateneopalermitano.it
. Nessuno, all’infuori dei familiari, sapeva della malattia che
si protraeva dal 1998. Francesca Patanè non voleva la compassione di nessuno e, soprattutto,
che la sua condizione di malata venisse a velare – nella mente dei
suoi lettori e di coloro ai quali i suoi strali erano indirizzati –
la professionalità della sua attività di giornalista. La storia di Ateneo Palermitano è emblematica. Diventata dirigente bibliotecaria all’Università di Palermo, nel 1994 Francesca Patanè ricevette l’incarico speciale dall’allora rettore, Antonino Gullotti, di “riportare in vita il giornale” la cui testata, “Ateneo Palermitano,” aveva visto una pubblicazione molto frammentaria fin dal 1950, con ripetute decadenze della registrazione presso il Tribunale. Per più di due anni, dal 1994 all’ottobre 1996, il giornale dell’Università di Palermo uscì con puntualità – la prima e fondamentale caratteristica di professionalità di una testata – ma “scelte politiche” lo ridussero al silenzio ancora una volta, e alla decadenza della registrazione. Nel 2001, Francesca Patanè registrò a suo nome la testata “Ateneo Palermitano” divenendone proprietaria legalmente riconosciuta dal Tribunale di Palermo e direttore responsabile. Iniziò allora una serie ininterrotta e puntuale di novantuno numeri, fino ad oggi. Nonostante la bruttissima e pericolosissima esperienza inflittale dall’istituzione alla quale aveva dedicato una vita di lavoro ma che, forse, per avere il quartier generale nello Steri – l’edificio dell’Inquisizione Spagnola – ne aveva assunto lo spirito che trasuda ancora dalle sue mura, Francesca Patanè trasse maggiore convinzione che la libertà di stampa fosse, in assoluto, il primo obiettivo e la prima condizione di una società civile. Così, negli ultimi anni, Ateneo Palermitano divenne un faro di luce a livello nazionale sulle vicende dei concorsi universitari truccati, dei bilanci universitari falsi, della magistratura che quando tratta di vicende universitarie spesso si intorpidisce senza lasciare tracce significative, del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur) che non esegue mai le sentenze del Consiglio di Stato, del Miur che gestisce una privatizzazione latente dell’Università italiana a partire dalle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia e dalle Scuole Superiori per Mediatori Linguistici. Ateneo Palermitano prese spesso le difese di singoli ricercatori e professori tartassati dalle cosche baronali. Si scagliò contro le inutili ricette dei luminari di entomologia che non sanno fare niente di proficuo contro il punteruolo rosso che devasta le secolari palme di Palermo e della Sicilia. Francesca Patanè amava la bellezza dello scrivere, la bellezza del vivere, la bellezza del mare di Cofano. Con la sua giustizia morale e onestà intellettuale ha fatto un grande onore al giornalismo. È scomparsa una voce chiara ed importante." Quirino
Paris 19
settembre 2009
|