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Vuole
700mila euro per gli articoli sul concorso vinto da suo figlio Il
professor Augusto Marinelli, ordinario di economia agraria ed estimo
rurale e dal 2000 rettore dell´università di Firenze (lascerà
l’incarico a novembre), ha presentato un atto di citazione per danni
nei confronti del nostro giornale, a cui chiede un risarcimento di
oltre 700 mila euro. Il rettore si ritiene diffamato da 14 articoli
pubblicati da Repubblica fra il 3 luglio 2004 e il 10 aprile 2008:
articoli che - a suo giudizio - miravano a ingenerare nei lettori la
convinzione che egli sarebbe «persona priva di trasparenza e non
corretta, dedita al favoritismo ed addirittura appartenente ad
ipotetici gruppi criminali». Gli articoli riguardano il concorso per
un posto di ricercatore di economia agraria bandito dalla facoltà di
medicina dell´università di Firenze e vinto il 17 ottobre 2002 dal
figlio del rettore, Nicola Marinelli, che all’epoca non era ancora
dottore di ricerca e aveva all´attivo due pubblicazioni in proprio.
Nicola Marinelli era rimasto l´unico concorrente in seguito al ritiro
degli altri tre candidati: nell´atto di citazione il rettore afferma
che tale ritiro non era dipeso dalla presenza del dottor Nicola
Marinelli, «di cui» gli altri concorrenti «non ne erano nemmeno a
conoscenza» (sic). In alcuni degli articoli sotto accusa la vicenda
del concorso vinto dal figlio del rettore veniva inquadrata nel più
generale problema del reclutamento dei docenti universitari di
economia agraria nelle università italiane: reclutamento che, secondo
gli esposti presentati dal professor Quirino Paris dell´Università
di California, è stato per anni rigidamente condizionato e
controllato da un «gruppo di potere». Nell´inchiesta aperta a
Firenze e trasmessa a Trieste il rettore Marinelli non risultava fra
gli indagati. Nelle imputazioni invece figurava il concorso di suo
figlio, e due dei commissari esaminatori, indagati con altri quattro
docenti per associazione a delinquere e abuso d´ufficio, erano
indicati come membri della «potentissima lobby» in grado di
condizionare l´intera disciplina della economia agraria. La procura
di Trieste ha chiuso l´inchiesta riconoscendo l´«assoluto
predominio» di quel «gruppo di potere», ma chiedendo l´archiviazione
perché un «buco legislativo» impedirebbe di punire quel pervasivo
sistema di concorsi pilotati. Il rettore attribuisce agli articoli di
Repubblica «un intento persecutorio». A suo giudizio, pubblicando la
storia del concorso di suo figlio, la autrice «ha voluto trasmettere
al lettore, attraverso un uso non sereno dell´informazione, un
messaggio gravemente lesivo» della sua immagine, «offrendo una
ricostruzione ed una valutazione della notizia del tutto soggettiva,
infondata e diffamatoria, pur tentando subdolamente di mantenere
sempre un tono del tutto asettico». Nel chiedere un adeguato ristoro
per i danni patrimoniali e morali subìti, il rettore afferma: «È
indubbio che i fatti narrati siano di enorme gravità». Da un diverso
punto di vista, lo crediamo anche noi. Già che ci siamo, ricordiamo gli ultimi sviluppi: ora
Schiavone risulta indagato per il reato, ben più grave, di peculato.
Ma sul SUM continua a riversarsi una caterva di milioni: da ultimo -
è notizia di pochi giorni fa - quelli per la residenza universitaria
di viale Corsica. Se l’eccellenza (e i conseguenti fondi) dei
dottorati si misurano sulle domande, chi potrà tener testa ai
furbetti di Palazzo Strozzi? Quale aspirante al dottorato,
indipendentemente dalla qualità della cosiddetta ‘offerta
formativa’, resisterà alle lusinghe di un residence extralusso
gratuito in una città come Firenze? Ergo, pioveranno sul SUM migliaia
di domande e, di conseguenza, milioni a palate. Un circolo vizioso che
potremmo definire grottesco, se non comportasse effetti letali sui
dottorati delle altre università. Ma si può sapere quali menti
diaboliche escogitano sistemi di valutazione siffatti? Quali poteri
trasversali, nell’indifferenza generale, s-governano l’istituzione
accademica, probabilmente con l’unico obiettivo di sfasciarla? Per
ulteriori riflessioni in tema di valutazione, segnaliamo il dossier
allestito dall’università di Macerata: |