Triste decadenza di una facoltà
ex-prestigiosa
di Lucia Lazzerini*

Da molti anni insegno nella facoltà di lettere di Firenze. Una facoltà che negli anni sessanta poteva vantare nel suo corpo docente i nomi più prestigiosi nei vari campi del sapere: grandi maestri come Roberto Longhi per la storia dell'arte, Gianfranco Contini per la filologia, Eugenio Garin per la filosofia, Delio Cantimori per la storia moderna, Giacomo Devoto per la glottologia. Oggi c'è ancora qualche docente di buon livello, ma a partire dal funesto sessantotto la facoltà è gradualmente sprofondata in un degrado che sembra ormai irreversibile.

Lasciamo da parte la dolorosa vicenda del patrimonio librario - centinaia di volumi desaparecidos o sfasciati - e lo squallore degli ambienti (loculi in plastica e cartongesso, arredi da rottamare, sedili distrutti e mai riparati): non c'è università al mondo che offra, proprio davanti all'ingresso, uno spettacolo che definire vergognoso è dir poco. Il cortile di piazza Brunelleschi ospita in permanenza un bivacco di punkabbestia, alcolizzati, barboni e sbandati assortiti, dove scoppiano risse, si spaccia e si consuma droga; dove si mangia, si dorme e si espletano funzioni fisiologiche a cielo aperto, con le conseguenze olfattive che tutti sperimentiamo. Docenti e studenti rischiano (è già successo) di essere azzannati dai cani sciolti che si aggirano in questa specie di corte dei miracoli. La stampa cittadina ha spesso denunciato l'insostenibilità della situazione, senza peraltro ottenere risultati apprezzabili. I tutori dell'ordine non possono far molto: se anche organizzano un blitz, mezz'ora dopo tutto è già tornato come prima. Le cose non vanno meglio nel cosiddetto 'polo didattico' di Santa Reparata, dove un giorno mi è capitato di trovare la scala d'accesso ai piani superiori ostruita da un punkabbestia completo di cane ringhioso, e un'altra volta nell'orario di ricevimento, terminati i colloqui con studenti e laureandi, hanno fatto irruzione nella mia stanza due zingari questuanti.

Ovviamente qualche rimedio a questa indecenza si potrebbe trovare, ma nessuno, in realtà, vuol prendere provvedimenti seri, e soprattutto nessuno vuol investire, che so, in vigilantes o simili. Mancano i soldi, si dice. Mancano SEMPRE i soldi. La verità è che la facoltà di lettere è sempre più abbandonata al suo destino di decadenza. Anziché risanarla, potenziarla, valorizzarla, si è preferito crearle accanto (anzi, crearle CONTRO, perché non c'è collaborazione ma concorrenza) una specie di superfacoltà, questa sì da riempire di milioni. Si tratta del SUM (Istituto di Scienze Umane), sedicente centro d'eccellenza, superfluo carrozzone foraggiato, ahimè, dai tartassati contribuenti.

E allora vediamolo più da vicino, questo SUM. Le sorprese non mancheranno.

* Prof. ord. di Filologia romanza
Università di Firenze