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Conversazione
n.3
Venerdì 20 luglio verso l’una, stremato dal caldo, sono entrato nel
chiostrino dei morti per cercare un po’ di refrigerio dall'afa,
convinto che non vi avrei trovato nessuno. E invece, ancora una volta,
c’erano i due tizi biancovestiti. Sembravano tutti e due nervosi e
discutevano animatamente, a tratti con rabbia, come se la passione
politica avesse preso il sopravvento su un’amicizia che avrei
creduto solida. Seduto lì vicino, non ho potuto fare a meno di
ascoltare; ma non me ne pento affatto, perché quella discussione mi
è parsa molto istruttiva.
Sapiens: Ma che fai, sei sempre lì coi
giornali in mano a caccia di pettegolezzi?
Idiota: Altro che pettegolezzi! Oggi
sul Venerdì di Repubblica c’è la foto di piazza
Brunelleschi, la piazza dell’accesso principale alla Facoltà di
Lettere, ora chiuso per intollerabile indecenza. Ecco qua: il Venerdì
indica la nostra piazza come luogo di degrado e di spaccio di
droga. Guarda un po’ come siamo ridotti…Da vergognarsi.
Sapiens: Secondo me esageri. Se davvero
fosse così - ma non ci posso credere - si sarebbe trovato un rimedio,
le autorità sarebbero intervenute per ripulire e risanare tutta la
zona. Dimmi, quali soluzioni si propongono sul Venerdì?
Idiota: Soluzioni? Per la verità non
se ne parla proprio.
Sapiens: Ma se già diversi mesi fa
avevo sentito parlare di un cancello da sistemare in mezzo alla
piazza, in modo da spostare l’ingresso della Facoltà di Lettere
all’inizio del cortile, eliminando quella specie di corte dei
miracoli (ubriaconi, tossici, barboni, punkabbestia, ladruncoli e
simili) che vi alloggia indisturbata giorno e notte!
Idiota: Sì, del progetto ero al
corrente anch’io, ma tra il dire il fare… Ci stai a una scommessa?
O meglio due, una sul cancello e l’altra sulla ristrutturazione del
complesso?
Sapiens: No davvero! Non mi piace
scommettere, anche perché perdo sempre. Mi ricordo certe vecchie
promesse, che davano per certa l’assegnazione dei nuovi locali
debitamente ristrutturati già nel 2007. Io ci avevo creduto, ma la
mia fiducia non è stata certo ripagata. Beh, meglio lasciar perdere
queste dolenti note.
Idiota: Già. Tanto più che ci sono
affari più urgenti per la Facoltà di Lettere.
Sapiens: Un problema più urgente della
sicurezza? E quale sarebbe?
Idiota: C’è una grana scoppiata
proprio ora, in piena estate. I presidenti dei corsi di laurea si sono
dimessi quasi in massa.
Sapiens: Guarda che secondo me hanno
ragione a protestare e a chiedere un valido supporto di segreteria per
un carico di lavoro che si va facendo sempre più insopportabile.
Idiota: Ma no, non è questo il punto.
Oltretutto alla preside queste bazzecole non interessano, quindi non
potrebbero nemmeno contare sul suo appoggio.
Sapiens: E allora che cosa vogliono?
Idiota: Vogliono un collegio dei
presidenti di corso di laurea, e si sono arrabbiati a morte perché il
Consiglio di Facoltà ha bocciato la proposta.
Sapiens: Cosa? Ma sarebbero 250 o forse
più in tutto l’ateneo! Anzi, se si va avanti di questo passo con la
moltiplicazione selvaggia dei corsi, tra un po’ dovranno affittare
lo stadio comunale per le riunioni. E poi… mi sbaglio o nessun’altra
facoltà ha avanzato una simile richiesta?
Idiota: Che ti devo dire? Si vede che
ci tengono a questa specie di onorificenza.
Sapiens: Mah! E da chi mai sarà
partita l’idea di una simile iniziativa?
Idiota: Secondo me è stata la loro
amata preside a suggerirla. Lei se n’infischia del ridicolo che sta
piovendo su queste dimissioni balneari, a pochi mesi dalla scadenza
dei mandati; mira solo a elargire contentini e a blandire i suoi
grandi elettori per garantirsi la riconferma.
Sapiens: Quello però è un suo diritto
sacrosanto, ci mancherebbe! Del resto, chi oserà mai presentarsi
contro di lei?
Idiota: Eh, qualcuno ci sarà pure…
Sapiens: Ma senti, ora che ci penso, le
votazioni per il preside non dovevano svolgersi a giugno?
Idiota: Certo che erano previste per
giugno! Però sono state astutamente rinviate a settembre.
Sapiens: A dire il vero mi sfugge il
motivo di questo rinvio…
Idiota: Io non sarò un genio, però
fin qui ci arrivo. Non capisci che, approvato nel frattempo il nuovo
statuto con la durata di tutte le cariche fissata a 4 anni (anziché 3
come in precedenza), anche il nuovo mandato di presidenza sarà di 4
anni? Così la nostra cara amica concluderà in gloria il suo
settennato presidenziale, senza contare i 6 anni di vicepresidenza, o,
per meglio dire, di presidenza in pectore.
Sapiens: Però! Tredici anni alla guida
della Facoltà sono un bel successo, non ti pare?
Idiota: Oh, non c’è dubbio. E i
risultati parlano da soli: siamo sempre sui giornali! Per tacere di
tutto il resto. Chi vive nella Facoltà sa bene che la legalità è
ormai un optional irrilevante, il dibattito democratico una fastidiosa
perdita di tempo, la corretta programmazione dei posti e delle risorse
una stolida ubbia di qualche rompiscatole. Ma ai più va bene così…
L’uomo alzò le spalle e allargò le braccia in segno di
sconforto. Prima di allontanarsi di passo svelto, rimase qualche
minuto in silenzio, l’espressione amareggiata, come se non avesse più
voglia di conversare. E nemmeno io, vi confesso, avevo più voglia di
ascoltare.
Ireneo Galizia
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