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LETTERA DELLA PROF. BIANCA
Cara collega, come ben sai, la funzione dei
siti è anche quella di sopperire agli spazi che i giornali raramente
concedono. Di recente il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo
fiorentino ha approvato (23 giugno 2009) il progetto definitivo di un Edificio
per Biotecnologie Agrarie. La motivazione è stata che in caso
contrario si perdevano finanziamenti da parte del Ministero: è un
dato di fatto, però, che sono stati trovati al di fuori del bilancio
di previsione 2009 ben 3,5 milioni di euro per la parte che riguarda
il cofinanziamento. La questione edilizia è il vero punto
di snodo: intorno a questo si è articolata buona parte della politica
universitaria degli ultimi 9 anni. Mi aspettavo che al forum
organizzato dal “Corriere fiorentino” in prossimità
dell’elezione del rettore almeno una domanda riguardasse
l’edilizia, e invece nulla. Eppure l’8 maggio 2009 è apparso su
“Repubblica” un intervento del prof. Romano del Nord a cui non è
stata data alcuna risposta. Io l’avevo preparata, e ritengo che oggi
- chiusa ormai la campagna elettorale - valga la pena di riprenderla.
Per questo motivo penso che il mio intervento, anche se datato,
mantenga la sua validità. Ti chiedo dunque di ospitarlo sulle pagine
del tuo sito. ____________________________________________________ Nell’intervento
dell’8 maggio 2009 apparso su “Repubblica” e abbondantemente
ripreso dai quotidiani fiorentini, Romano del Nord, prorettore
all’edilizia per 9 anni - l’unico che abbia conservato
ininterrottamente la fiducia del rettore Marinelli - conclude ponendo
alcuni interrogativi ai candidati rettore: "mi piacerebbe sentire
o leggere tra gli enunciati degli impegni dei candidati, in che modo
intendano contribuire alla risoluzione dei su dichiarati problemi e
dei tanti altri richiamati nel mio dossier sull’edilizia
dell’ateneo, tuttora irrisolti". Il rinvio al dossier è quanto
mai necessario: si tratta di un volumetto pubblicato nell’aprile
2009 a Firenze da Angelo Pontecorboli Editore, nel quale Del Nord
ribadisce le accuse ai politici fiorentini che avrebbero impedito la
realizzazione dei progetti e l’accesso ai fondi ministeriali di
finanziamento, come si evince chiaramente a p. 139: “se ad oggi,
dopo tre piani triennali, proviamo a tracciare un primo bilancio
dell’efficacia di questa impostazione è facile rilevare una
generalizzata difficoltà a trasformare, in questo ambito, gli intenti
e le volontà politiche in realizzazioni concrete”. La colpa,
dunque, sembrerebbe tutta dei politici. Bisogna però porsi alcune
domande: 1) la vocazione edilizia è veramente l’obiettivo primario
dell’università? 2) quali sono i progetti da realizzare? Alla
prima si può rispondere che il piano edilizio era troppo ambizioso,
tutto rivolto a sperimentazioni urbanistiche che partivano da “un
sondaggio sul fabbisogno spaziale teorico”. Su questa base è stato
firmato il 14 maggio 2002 il Protocollo con il Miur che prevedeva un
piano di spesa di 190 milioni di Euro, di cui il 50% (cioè 95 milioni
di Euro) a carico dell’Ateneo, da reperire attraverso “un piano di
dismissioni, riduzione degli affitti e appositi mutui” (p. 24):
un’impresa davvero gigantesca e a rischio, come poi si è rivelata,
proprio perché finalizzata a divenire il “motore della
riqualificazione urbana” (p. 24). Chiaramente lo stesso Del Nord,
prendendo ad esempio il Polo di Sesto, afferma a p. 97:
“Più che in ogni altra operazione messa in campo
dall’Università si ha qui la percezione dell’ampiezza dei
benefici e delle ricadute ottenibili per lo sviluppo dell’intero
sistema socio economico e produttivo metropolitano”. Per quanto
riguarda la seconda domanda, se si entra nello specifico esaminando i
progetti, si rimane a dir poco sbalorditi. Tra i tanti progetti non
realizzati (Teatro dell’Oriolo, ex chiesa de’ Battilani, Calenzano
e Scandicci), l’esempio più significativo è dato dal caso della
Biblioteca Umanistica, per la quale il concorso di idee prevedeva una
biblioteca con 1500 posti e 92 postazioni attrezzate.
Millecinquecento! un numero davvero impressionante, se si considera
che le biblioteche universitarie europee raggiungono al massimo i
500-700 posti. Quale credibilità può avere un progetto del genere?
Da questo punto di vista le affermazioni di Del Nord si rivelano un
boomerang, perché portano allo scoperto una vocazione edilizia che
certo ha elargito favori alla città, ma che appare a dir poco
velleitaria per l’elefantiasi (e il costo esorbitante) dei progetti
stessi. Si vuole ancora procedere sulla stessa strada?
Concetta Bianca |