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Eravamo quattro amici al bar… Nel 2002,
contro la “vergogna del governo Berlusconi”, nasce
l’associazione Libertà
e Giustizia. Questo il suo manifesto, debitamente provvisto di
garanti eccellenti: Libertà e Giustizia
è nata dalla proposta di un gruppo di persone che si è costituito
come comitato dei garanti. I loro nomi sono: Gae Aulenti, Giovanni
Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone,
Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi. Il
cammino di Libertà
e Giustizia lo costruiranno i suoi aderenti e sono pertanto
aperte le adesioni di tutti i cittadini che vorranno trovare in
questa libera associazione lo strumento per mettersi al servizio
degli altri e del proprio Paese. Oggi tanti nostri concittadini non
sono soddisfatti dello stato del Paese ma non trovano gli strumenti
culturali per unirsi e cambiarlo, per contare insieme, per far
valere il loro impegno civile. Perché il dibattito politico
assomiglia spesso a una rissa o a uno spettacolo. Gli spazi di un
confronto serio e moderno sono limitati e ristretti, gli ideologismi
pesano ancora. Libertà
e Giustizia sarà il luogo per discutere serenamente, per
creare occasioni di approfondimento e di documentazione sui fatti
fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia. Libertà e Giustizia non è un partito, non vuole diventarlo e
non punta a sostituire i partiti, ma vuole dare un senso positivo
all’insoddisfazione che cresce verso la politica, trasformandola
in partecipazione e proposta. Libertà
e Giustizia vuole intervenire a spronare i partiti perché
esercitino fino in fondo il loro ruolo di rappresentanti di valori,
ideali e interessi legittimi. Vuole arricchire culturalmente la
politica nazionale con le sue analisi e proposte. Libertà
e Giustizia vuole essere l’anello mancante fra i migliori
fermenti della società e lo spazio ufficiale della politica. Il
nome, Libertà e Giustizia, implica una chiara allusione alla lotta
partigiana, ai valori dell’azionismo da recuperare nella cupa
stagione del governo di destra (ora invece, col governo di sinistra,
siamo inondati di luce. E di qualcos’altro, come ben sanno i poveri
napoletani). Ma all’epoca
qualcuno osservò maliziosamente che, con una semplice
inversione, il nome della neonata associazione veniva a coincidere esattamente
con quello di una loggia coperta della massoneria di piazza del Gesù
che si dice fosse il tempio della finanza laica (con ‘fratelli’
del calibro di Cuccia, Merzagora, Carli), appunto la Giustizia e libertà. Chi
c’è dietro l’associazione Libertà e Giustizia, nomi eccellenti a
parte? In altri termini, chi è il re di denari? Secondo Ferruccio
Pinotti (Fratelli d’Italia,
Milano, Rizzoli, 2007, pp. 416-17) sarebbe l’ingegner Carlo De
Benedetti, affiliato a Torino alla loggia Cavour del Grande Oriente
d’Italia in data 18 marzo 1975: ma affiliato, si badi bene, col
grado di Maestro. Da quale loggia proveniva? Il Gran Maestro del GOI
Gustavo Raffi ha dichiarato che l’Ingegnere proveniva dalla
massoneria di piazza del Gesù. Pinotti, mettendo insieme i vari
indizi, adombra il sospetto che il finanziere piemontese potesse avere
svolto il suo apprendistato massonico proprio nella loggia coperta Giustizia e libertà.
Guarda
caso, proprio nel periodo in cui nasce Libertà
e Giustizia cominciano a spuntare, più o meno alla
chetichella, consorzi tipo l’ISIT (Istituto italiano di Scienze
umane), i quali - lo si vedrà poi - altro non sono che l’embrione
del SUM (vedi, in questo sito, Cronistoria
di una brutta storia). Con
Libertà
e Giustizia, le ‘eccellenze’ del SUM (insediate a Firenze
grazie - guarda caso! - alla ristrutturazione dell’altana di Palazzo
Strozzi munificamente elargita dal Comune) sembrano avere un legame
privilegiato. Garante del SUM è, manco a dirlo, uno dei supergaranti
del manifesto sopra riportato, Umberto Eco. Gae Aulenti, altra
illustre garante di Libertà
e Giustizia, è - guarda caso! - Presidente della Fondazione
SUM. Direttore del SUM è Aldo Schiavone, firma prestigiosa (scivoloni
a parte: vedi, in questo sito, Il maestrino) della “Repubblica”, quotidiano storico del
sopra citato Maestro Venerabile De Benedetti. Che combinazione, eh?
Certo il mondo della cultura è piccolo ...
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